Si porta all’attenzione del lettore un recente documento pubblicato da UN Global Compact e lanciato al pubblico lo scorso 17 luglio 2024 con il titolo “LA GOVERNANCE TRASFORMATIVA COME DRIVER DI CONDOTTA RESPONSABILE PER UN BUSINESS PIÙ ETICO, PROSPERO E SOSTENIBILE”, con l’obiettivo di divulgare le buone pratiche in ambito organizzativo aziendale.
Questi che seguono sono alcuni estratti:
Alle fondamenta della governance trasformativa c’è l’obiettivo 16 dell’Agenda 2030 “Pace, giustizia e istituzioni forti” poiché sono essenziali per la sostenibilità di lungo periodo di una organizzazione: il settore privato ha, dunque, un ruolo importante da giocare in questo contesto.
La governance trasformativa propone una nuova visione (e ambizione) del concetto di corporate governance che mira a generare impatto all’interno dell’azienda e all’esterno, a livello di società ed ecosistema nel quale l’impresa opera. Un ecosistema formato da diversi attori quali Governi, società civile, istituzioni, consumatori/clienti, comunità. La governance trasformativa richiede una trasformazione delle pratiche di governance interna per promuovere un approccio integrato e sistemico alla gestione aziendale.
La governance trasformativa può assumere diverse forme e concretizzarsi in diverse tipologie di attività:
approfondire i valori, le strategie, le politiche e le iniziative concrete dell’azienda;
– approfondire i valori, le strategie, le politiche e le iniziative concrete dell’azienda;
– rafforzare le relazioni interne ed esterne;
– adottare processi aziendali di due diligence che si basano su considerazioni di tipo ambientale e sociale;
– proporre un’agenda comune per i Governi, le imprese e la società civile. Il settore privato è chiamato a integrare i valori e i principi della governance trasformativa – per promuovere un business più affidabile, etico, inclusivo e trasparente – agendo su alcune dimensioni aziendali a livello interno ed esterno, includendo anche le catene di fornitura e altri stakeholder chiave.
Ecco ora le conclusioni del documento:
– Per le imprese, evolvere dal concetto di governance tradizionale verso la governance trasformativa, passando per quella di sostenibilità e globale, apre uno spettro di azione potenzialmente immenso.
– Il purpose è riconosciuto come un elemento chiave e strategico, che stimola l’impresa a elaborare strategie e a implementarle in azioni coerenti con la transizione verso la sostenibilità, ormai riconosciuta come fonte di vantaggio competitivo per tutte le imprese.
– Le aziende stanno implementando – a livelli diversi di maturità – la governance di sostenibilità, integrando analisi dei rischi, delle opportunità e degli impatti rispetto ai criteri ESG. Alcune si stanno aprendo anche alle accezioni globale e trasformativa, soprattutto quelle di grandi dimensioni.
– Da un punto di vista della strategia, la governance trasformativa si articola secondo alcuni elementi ben definiti, su cui spicca il ruolo e la responsabilità del Consiglio di Amministrazione nel perseguire il successo sostenibile.
– Oltre al CdA, la sostenibilità penetra nelle imprese a livello orizzontale e verticale, assumendo diverse configurazioni organizzative: Comitati (interni o esterni al CdA)/Advisory Board, Ambassador/Focal Point di sostenibilità nelle diverse funzioni aziendali.
– Promuovere e diffondere la cultura della sostenibilità in azienda è un elemento cardine per far sì che essa sia realmente integrata nel business. In questo, giocano un ruolo importante le figure apicali, come Amministratori Delegati illuminati o una proprietà dell’azienda che trasmette il valore della sostenibilità a tutta l’impresa.
– La cultura deve, sì, permeare il livello apicale, ma deve essere diffusa a tutti i livelli dell’azienda. Sarà necessario impostare rappresentazioni (purpose, brand) in cui le persone si riconoscano, in modo tale che la componente di identificazione culturale valorizzi i talenti e il contributo del singolo.
– Legato al tema della cultura, vi è quello delle competenze di sostenibilità, che – in un’ottica trasformativa – vanno accresciute in tutta l’azienda, elaborando modalità di sensibilizzazione e formazione all’interno e all’esterno dell’impresa.
– La governance cala la sostenibilità in procedure e azioni concrete, che possano rendere operativo il raggiungimento e la misurazione degli obiettivi di sostenibilità.
– Tra i processi aziendali fondamentali vengono riconosciuti la pianificazione integrata (nella quale piano industriale e piano di sostenibilità convergono), le procedure operative e di innovazione, l’inclusione e la diversity, la comunicazione e il reporting; il sistema premiante (che lega il KPI della rendicontazione ai KPI del funzionamento della gestione delle risorse umane).
– Lo stakeholder engagement è un elemento chiave all’interno della governance delle aziende, e viene sempre più considerato in chiave trasformativa grazie al tema della doppia materialità, che fa evolvere la logica di partecipazione degli stakeholder tradizionalmente intesa, sviluppandone forme inedite.
– Ragionando sulla dimensione esterna della governance, le imprese sono chiamate a ridefinire reti di relazioni e partnership in chiave trasformativa. Questo può concretizzarsi – ad esempio – nell’alleanza con i clienti per la costruzione di un nuovo business model o nel coinvolgimento dei fornitori, per guidarli in una direzione più sostenibile, arrivando a modificare la governance stessa del supplier.
– La partnership con le istituzioni, per attività di advocacy o in supporto a progetti di ampia rilevanza a livello nazionale o internazionale, è un tema da esplorare e che vede il settore privato giocare sempre più un ruolo rilevante e di acceleratore di processi e risultati.
– La modalità e il grado in cui il framework della governance trasformativa si applica a realtà profondamente diverse tra loro, con livelli differenti di maturità sulla sostenibilità, rimane un punto aperto. Le grandi company hanno una traiettoria strategica chiara e utilizzano linguaggi comuni, mentre le piccole e medie imprese devono scegliere alcune semplificazioni, agendo con un disegno meno organico e formalizzato. Le imprese pubbliche sono soggette ad alcune restrizioni normative e devono essere sempre più accountable all’esterno. Le filiali di imprese multinazionali sono chiamate a incorporare il modello di governance della casa madre, esplorando però elementi di innovazione che valorizzino il contesto locale di riferimento.
Fonte:
LA GOVERNANCE TRASFORMATIVA COME DRIVER DI CONDOTTA RESPONSABILE PER UN BUSINESS PIÙ ETICO, PROSPERO E SOSTENIBILE – UNGCN ITALIA
A cura di Maura Chiara Cian
